“Un nuovo diritto internazionale privato. Le sfide del multiculturalismo e dell’integrazione”

Si è tenuto a Pavia, presso l’Università degli Studi, il 15 gennaio 2018, un convegno dal titolo “Un nuovo diritto internazionale privato. Le sfide del multiculturalismo e dell’integrazione”.

Il convegno, che ha ospitato la voce di illustri relatori, provenienti dal mondo accademico, della magistratura, del notariato e della politica, ha offerto l’occasione per riflettere sui contenuti di un’ipotetica riforma della l. 31 maggio 1995, n. 218, di “Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato”. L’aggiornamento di tale corpus normativo, che, non soltanto è sostanzialmente “nato vecchio”, ma che oramai mostra anche i segni del tempo, è senza dubbio auspicabile.

La riforma in parola, da un punto di vista generale, dovrebbe opportunamente tenere conto della globalizzazione crescente e della interconnessione tra diritto ed economia.

A questo proposito, non è un caso, infatti, che i programmi di lavoro dell’Unione europea prevedano, fra l’altro, lo studio della interconnessione tra il diritto internazionale privato da un lato e il fenomeno delle migrazioni dall’altro. Inoltre, una recente pronuncia della Cassazione penale, nella sentenza n. 24084 del 31 marzo 2017, ha affermato che “La società multietnica è una necessità, ma non può portare alla formazione di arcipelaghi culturali confliggenti, a seconda delle etnie che la compongono, ostandovi l’unicità del tessuto culturale e giuridico del nostro paese”.

Una prima parte dell’incontro è stata dedicata all’identificazione dei punti critici dell’attuale sistema normativo, sui quali sarebbe auspicabile intervenire. Specifiche relazioni hanno riguardato le norme che delimitano l’ambito della giurisdizione italiana, quelle che indicano la legge applicabile, e quelle relative al riconoscimento in Italia di sentenze, atti stranieri e situazioni create all’estero.

La seconda parte del convegno ha invece lasciato spazio alla voce degli operatori (notai, magistrati e ufficiali di stato civile), che hanno messo in luce le difficoltà da essi incontrate, soprattutto con riferimento al principio di reciprocità nel trattamento degli stranieri, alla trascrizione in Italia degli atti di stato civile formati all’estero, alle donazioni e ai rapporti all’interno della c.d. “famiglia internazionale”.

Infine, con la partecipazione di esponenti del mondo della politica, si è discusso dei passi verso la riforma.

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