Splende il sole sulla cartella esattoriale

“Piove non sulla favola bella di lontane stagioni, ma sulla cartella esattoriale, piove sugli ossi di seppia e sulla greppia nazionale”. Tanto è il senso di rassegnazione che si prova nel ricevere una cartella esattoriale che il poeta Eugenio Montale decise di esprimerlo in versi e di associarlo a un triste giorno di pioggia, giusto per rendere meglio l’idea (magari era anche lunedì mattina).

Eppure, una recentissima sentenza della Corte di Cassazione potrebbe dissipare qualche nuvola grigia e risollevare gli animi anche dei più afflitti dall’argomento.

Infatti, con la sentenza n. 3751 del 25 febbraio 2016 la Suprema Corte si è finalmente pronunciata sull’annosa questione in tema di opposizione alla cartella esattoriale, ovvero, se questa debba essere proposta con il rito speciale ex art. 22 della legge 689/1981 (ora art. 7 del d.lgs. 150/2011) oppure con l’opposizione all’esecuzione di cui all’articolo 615 c.p.c., allorquando si contesti la mancata notifica dell’atto presupposto (in questo caso, un verbale di accertamento).

Si tratta di un tema di non poco rilievo soprattutto con riferimento all’individuazione del termine entro cui può essere proposta l’azione in parola: in particolare, è noto come l’art. 615 c.p.c. non preveda alcun termine decadenziale per proporre l’opposizione all’esecuzione, potendo questa esercitarsi fino a quando è pendente il processo esecutivo; diversamente, l’art. 7 del d.lgs. 150/2011, disciplinante l’opposizione al verbale di accertamento di violazione del Codice della Strada, stabilisce espressamente che “il ricorso è proposto, a pena di inammissibilità, entro trenta giorni dalla data di contestazione della violazione o di notificazione del verbale di accertamento”.

Nel caso di specie, dunque, il ricorrente impugnava la sentenza con cui il Tribunale di Roma dichiarava l’inammissibilità dell’opposizione alla cartella esattoriale perché tardiva, sul presupposto che, nell’ipotesi di omessa notifica del verbale di accertamento, l’impugnazione della cartella esattoriale debba proporsi entro 30 giorni dalla notifica della stessa.

Gli Ermellini, discostandosi dalla statuizione dei colleghi di merito, hanno ritenuto invece che l’opposizione ad una cartella di pagamento emessa in forza di un verbale di accertamento mai notificato – o di cui l’amministrazione non sia stata in grado di provare la data di effettiva notifica – debba qualificarsi, non come azione recuperatoria ai sensi dell’articolo 22 della legge 689/1981 da proporsi dinnanzi al Giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica della cartella quanto, piuttosto, come opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c..

Di conseguenza, la sentenza in commento, oltre ad assicurare una maggiore tutela al cittadino consentendogli di impugnare la cartella esattoriale senza limiti di tempo e senza correre il rischio di venir dichiarato decaduto dall’azione, afferma un importante principio di diritto. Infatti, con tale pronuncia, la mancata notifica del verbale di accertamento diviene un’ipotesi di inefficacia originaria del titolo esecutivo, o meglio, di inesistenza dello stesso. Conseguentemente, in caso di opposizione, l’accertamento dell’idoneità del titolo a legittimare l’azione esecutiva si porrà come preliminare dal punto di vista logico per la decisione sui motivi di opposizione, anche se questi non investono direttamente la questione di merito.

 

 

 

 

 

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