L’autoriciclaggio è reato

Qualche settimana fa ci eravamo lasciati in attesa del vaglio del Senato sul disegno di legge n. 2247/C.

Ebbene, con 119 sì, 61 no e 12 astenuti, la proposta di legge sul rientro dei capitali, che introduce anche il reato di autoriciclaggio, è stata approvata: il provvedimento, a meno di clamorose censure in sede di promulgazione, deve considerarsi legge.

Il Senato non ha apportato alcuna modifica al testo di legge in precedenza commentato. Vi è da aggiungere, rispetto a quanto anticipato, che il provvedimento ha modificato anche l’art. 25 octies del D.Lgs. 231/2001, introducendo il nuovo reato fra quelli che costituiscono il presupposto della responsabilità amministrativa degli enti. In altre parole, ora gli enti risponderanno anche di autoriciclaggio, qualora venga dimostrato che il reato sia stato posto in essere nell’interesse o in vantaggio dell’ente. Residuano, dunque, tutte le perplessità di cui si è già detto, in particolare, con riguardo all’esimente del «godimento personale» del proventi criminosi. In sede di approvazione, è stato argomentato che tale esimente sarebbe posta a presidio di un ne bis in idem sostanziale, per il quale si vorrebbe evitare di punire due volte lo stesso soggetto per il medesimo fatto. Ad ogni modo, sono già state annunciate modifiche e limature ad alcune delle misure contro l’autoriciclaggio approvate con la presente legge nell’ambito di altri provvedimenti all’esame del Parlamento; si tratta del “nuovo pacchetto anticorruzione” e del progetto di legge sui reati contro la criminalità economica. Anche questa volta, staremo a vedere.

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