La notifica PEC nel processo amministrativo: si può utilizzare?

La verità sul processo amministrativo e sulla notifica PEC

Per oltre due anni, un maggioritario e ben consolidato orientamento della giurisprudenza aveva affermato la possibilità, anche per gli avvocati del processo amministrativo, di utilizzare la notifica PEC per notificare gli atti giudiziari (Consiglio di Stato, Sez. III, 14.9.2015 n. 4270; Cons. Giustizia Amm. Reg. Siciliana, 13.7.2015 n. 520; Consiglio di Stato, Sez. V, 22.10.2015 n. 4862 e 28.5.2015 n. 2682; TAR Campania Napoli, Sez. VI, 6.2.2015 n. 627; TAR Lazio, Roma, Sez. III, 25.11.2014 n. 11808).

In particolare, le sentenze sopra richiamate avevano precisato che tale modalità di notifica PEC dovesse ritenersi ammissibile a prescindere dall’introduzione e piena attuazione del processo amministrativo telematico, originariamente fissata per il 1 gennaio 2015 e successivamente prorogata. Secondo i giudici amministrativi, infatti, la possibilità per gli avvocati di utilizzare la notifica PEC doveva ritenersi fondata sugli articoli 1 e 3-bis della legge n. 53 del 21.1.1994 (come modificati dall’art. 25 comma 3 lett. a) della legge n. 183 del 12.11.2011 e dall’art. 16-quater del Decreto legge n. 179 del 18.10.2012, convertito con modificazioni con legge n. 221 del 17.12.2012), con cui era stata introdotta la generale facoltà dell’avvocato di eseguire la notificazione degli atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale tramite la notifica PEC, quale modalità alternativa alla notifica a mezzo del servizio postale.

In attesa della piena definizione del processo amministrativo telematico, la notifica PEC era considerata espressione della “tendenza del processo amministrativo, nella sua interezza, a trasformarsi in processo telematico…” (Consiglio di Stato, Sez. V, 22.10.2015 n. 4862).

I nuovi aggiornamenti relativi alla notifica PEC

Con la sentenza n. 189 del 20 gennaio 2016, la III Sezione del Consiglio di Stato si è nuovamente occupata dell’argomento, concludendo – in contrasto con il precedente consolidato orientamento – per l’inammissibilità della notifica PEC nel processo amministrativo.

In sintesi, secondo questa recente sentenza, la notifica PEC non sarebbe ancora ammissibile in assenza della piena operatività del processo amministrativo telematico dovuta alla mancata adozione delle relative regole tecniche. In particolare, i giudici hanno affermato che:

in base al disposto di cui all’16-quater, comma 3-bis, del D.L. 179/2012 come convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221/2012”, sarebbe da ritenersi “esclusa… l’applicabilità alla giustizia amministrativa delle disposizioni idonee a consentire l’operatività nel processo civile del meccanismo di notificazione in argomento (ovvero i commi 2 e 3 del medesimo art. 16 quater), essendo necessaria l’adozione di un apposito Regolamento che […] detti […] le relative regole tecniche anche per il processo amministrativo;

E ancora:

solamente in seguito all’adozione del richiamato regolamento, “l’intero processo amministrativo digitale avrà una completa regolamentazione e la notifica del ricorso a mezzo PEC potrà avere effettiva operatività ed abbandonare l’inequivocabile ed ineludibile carattere di specialità oggi affermato dall’art. 52 comma 2 cpa, che prevede per il suo utilizzo (…) una specifica autorizzazione presidenziale.

Le conseguenze processuali derivanti dalla richiamata sentenza alla sfortunata parte del giudizio, meritano di essere richiamate perché particolarmente gravi: sulla base delle motivazioni sopra riportate, il Consiglio di Stato ha dichiarato l’appello irricevibile, ritenendo che la notifica PEC configuri un caso di inesistenza della notifica (trattandosi di una modalità di notificazione ritenuta priva di qualsiasi base normativa) ed escludendo altresì che la costituzione in giudizio della controparte possa sanare l’invalidità della notifica o configurare un’ipotesi di errore scusabile.

Tale inaspettata decisione ha evidentemente disorientato tutti coloro che erano già pronti ad abbracciare l’evoluzione tecnologica della notifica PEC.

Fortunatamente, il senso di incertezza causato dalla recente decisione del Consiglio di Stato è destinato a durare poco: con il D.P.C.M. n. 40 del 16 febbraio 2016, il Governo, infatti, ha adottato le regole tecnico-operative per l’attuazione del processo amministrativo telematico, prevedendo espressamente la facoltà per gli avvocati di eseguire la notifica PEC.

Dopo tanti rinvii e decisioni contrastanti della giurisprudenza, sembra proprio che questa volta ci siamo: dal 1 luglio 2016, anche nel processo amministrativo gli avvocati potranno finalmente dire addio agli avvisi di ricevimento da compilare a mano ed alle lunghe code agli uffici postali, per cimentarsi con il prossimo e non meno temibile avversario: il processo telematico e la notifica PEC!

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