Esecuzione con l’acceleratore? Staremo a vedere …

Come abbiamo visto con i due precedenti articoli sul tema, il D.L. n. 132 del 12 settembre 2014 recante “Misure di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile”, convertito con la legge n. 162 del 10 novembre 2014, ha introdotto importanti riforme in materia di espropriazione presso i terzi e pignoramento mobiliare. Ci soffermiamo ora sulle altre principali novità. L’iscrizione a ruolo obbligatoria. Sussiste l’obbligo generale per il creditore , a pena di inefficacia del pignoramento stesso, di dover iscrivere al ruolo la procedura entro un preciso termine (15 giorni in caso di pignoramento mobiliare e immobiliare; 30 giorni in caso di espropriazione forzata presso terzi e pignoramento su autoveicoli, motoveicoli e rimorchi) dalla ricezione del processo verbale di pignoramento, delle copie del titolo esecutivo e del precetto notificato.. Il nuovo articolo 164 ter disp. att. c.p.c. dispone “la cancellazione della trascrizione del pignoramento si esegue quando è ordinata giudizialmente ovvero quando il creditore pignorante dichiara, nelle forme richieste dalla legge, che il pignoramento e’ divenuto inefficace per mancato deposito della nota di iscrizione a ruolo nel termine stabilite”, con la conseguente cessazione degli effetti del pignoramento per il debitore e per il terzo decorso il termine previsto. Tale novità si manifesta come ulteriore dimostrazione della volontà di “velocizzare” la procedura di espropriazione: inserendo infatti quest’ onere, il legislatore mira ad evitare che restino pendenti i procedimenti che il creditore stesso non ha alcuna intenzione di portare avanti. La disciplina ante-riforma non prevedeva alcun adempimento specifico per il creditore, il quale, quindi, poteva decidere se proseguire o meno nell’esecuzione fino al termine indicato per il deposito dell’istanza di vendita. La riforma, imponendo al soggetto pignorante di decidere in brevissimo tempo se far valere o meno il proprio diritto attraverso l’esecuzione forzata, ha garantito maggior tutela anche alla posizione del debitore, mettendolo in condizione di conoscere in tempi molto più brevi le intenzioni del proprio creditore. Chiusura anticipata dell’espropriazione. In tale ottica assume particolare importanza anche la nuova ipotesi di chiusura anticipata dell’espropriazione forzata: l’articolo 164 bis disp. att. c.p.c. prevede che possa procedersi anche d’ufficio alla chiusura del procedimento esecutivo nel caso in cui risulti “che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo”. Sul punto è importante notare come il legislatore abbia in ogni caso attribuito un forte potere discrezionale al giudice, rimettendo totalmente a quest’ultimo la valutazione finale sull’utilità o meno dell’espropriazione: sembra proprio che la realizzazione dei diritti del creditore dipenderà da quali parametri verranno utilizzati dai giudici dell’esecuzione per discernere quando il soddisfacimento della pretese creditorie possa essere “ragionevole” o meno. Pignoramento degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. Un’altra novità rilevante consiste nell’introduzione di una disciplina ad hoc per il pignoramento di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, ai sensi dell’articolo 521 bis del codice di procedura civile. Innanzitutto segnaliamo che, come previsto per l’esecuzione forzata presso terzi, anche in questo caso sarà competente il giudice del luogo in cui il debitore ha la residenza, la dimora o il domicilio. Il nuovo articolo 521 bis c.p.c. dispone, poi, che il pignoramento di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi si esegua attraverso la notificazione al debitore e successiva trascrizione di un atto nel quale sono indicati esattamente i beni e i diritti che si intendono sottoporre ad esecuzione, procedendo poi con l’ingiunzione ai sensi dell’articolo 492 c.p.c.. È questa una delle novità rilevanti introdotte dall’articolo non è più necessaria la materiale individuazione del bene che si vuol pignorare, spesso così difficoltosa da far desistere il creditore dal continuare  l’esecuzione. Con la nuova disciplina basterà solo individuare  nell’atto di pignoramento gli estremi esatti del veicolo che si vuole sottoporre ad esecuzione forzata. Con l’atto di pignoramento l’ufficiale giudiziario inoltre intima il debitore a consegnare entro dieci giorni i beni indicati (oltre ai titoli e ai documenti relativi alla proprietà e all’uso dei medesimi) all’istituto vendite giudiziarie che opera nel luogo in cui il soggetto pignorato ha il domicilio, la dimora o la sede. La custodia dei beni, inizialmente attribuita al debitore, passerà all’istituto vendite giudiziarie una volta avvenuta la consegna. Nel caso in cui, decorso il termine di dieci giorni, il debitore non abbia provveduto alla consegna dei beni gli organi di polizia procedono al ritiro della carta di circolazione, dei titoli e dei documenti relativi alla proprietà e all’uso dei beni pignorati, che verranno poi rimessi all’istituto vendite giudiziarie competente. Eseguita l’ultima notificazione, l’ufficiale giudiziario rimette al creditore l’atto di pignoramento che potrà quindi essere trascritto. Entro trenta giorni il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi del titolo e della nota di trascrizione. Sarà interessante constatare quale sarà il riscontro pratico di questa nuova disciplina: se infatti il potere degli organi di polizia di procedere al ritiro della carta di circolazione e degli altri documenti sembrerebbe finalizzato a garantire una maggiore incisività del pignoramento in parola, dall’altro appare che il legislatore abbia condizionato l’efficacia di questa nuova disciplina alla capacità (e si potrebbe anche dire “fortuna) di riuscire ad intercettare proprio il veicolo sottoposto al pignoramento! Pignoramento immobiliare: Provvedimenti sui beni estranei all’esecuzione. Premetto che la legge di conversione non ha introdotto alcuna modifica alla normativa applicata per l’esecuzione forzata sugli immobili, che pertanto si attua con le modalità già conosciute. Nuove regole sono state invece previste per i beni mobili estranei all’esecuzione presenti nell’immobile pignorato, ai sensi dell’articolo 609 c.p.c. Anche in questo caso sembra che lo scopo perseguito sia chiaramente quello di rendere più rapida e ragionevole la conclusione del pignoramento. Infatti l’ufficiale giudiziario indica un termine specifico entro cui gli eventuali proprietari dei beni rinvenuti nell’immobile sottoposto ad esecuzione forzata devono essere “rivendicati”.  Inoltre, qualora si ritenga che il valore di realizzo della vendita dei beni possa coprire le spese di custodia (e solo su istanza del creditore) si potrà procedere ad un tentativo di vendita senza incanto, altrimenti  i beni andranno distrutti. Una disciplina leggermente diversa è prevista nel caso in cui nell’immobile siano rinvenuti documenti inerenti lo svolgimento di attività imprenditoriale o professionale: questi verranno custoditi per due anni dalla parte istante ovvero da un custode nominato dall’ufficiale giudiziario, a spese e su richiesta della stessa parte istante. Decorsi i due anni ovvero in assenza di richieste di custodia, si procederà alla distruzione dei documenti. Da quanto abbiamo visto non ci resta che attendere i primi risultati derivanti dall’l’applicazione della nuova normativa per constatare se la volontà del legislatore di garantire finalmente una maggiore rapidità nello svolgimento del processo esecutivo, anche impedendo al creditore di avere “tentennamenti”, sarà condivisa nella pratica dagli organi coinvolti: infatti, nonostante l’introduzione, ad esempio, di alcuni termini perentori per creditori e debitori, molti aspetti sono ancora rimessi alla discrezionalità e al buon senso di giudici, ufficiali giudiziari ed organi di polizia.

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