Compagnie assicurative come banche?

Finanziamenti alle imprese da parte delle compagnie assicurative -Approvate da IVASS le modifiche al Regolamento 36/2011

Il decreto legge n. 91 del 2014 ha aggiunto al comma 2 dell’articolo 114 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (testo unico bancario) la seguente previsione: ‟2-bis. Non configura esercizio nei confronti del pubblico dell’attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma l’operatività, diversa dal rilascio di garanzie, effettuata esclusivamente nei confronti di soggetti diversi dalle persone fisiche e dalle microimprese, come definite dall’articolo 2, paragrafo 1, dell’allegato alla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione europea, del 6 maggio 2003, da parte di imprese di assicurazione italiane e di Sace entro i limiti stabiliti dal decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, come modificato dalla presente legge, e dalle relative disposizioni attuative emanate dall’IVASS”.

In data 21 ottobre 2014 IVASS ha approvato le modifiche al Regolamento n. 36/2011 in materia di investimenti a copertura delle riserve tecniche, prevedendo appunto che le imprese assicurative possano svolgere attività di finanziamento alle imprese entro i limiti e alle condizioni principali di seguito sintetizzate:

  • il valore del singolo finanziamento non deve superare, per la quota di pertinenza dell’impresa assicurativa:

–        il 20% del patrimonio netto dell’ultimo bilancio della società prenditrice;

–        l’1% delle riserve tecniche dell’assicuratore;

  •  sono previste 4 diverse categorie di finanziamenti:

a) finanziamenti diretti selezionati da una banca o da un intermediario finanziario ed in possesso di tutte le caratteristiche sulla qualità dei prenditori e sul rapporto con l’intermediario (ammissibili entro il limite massimo del 5% delle riserve tecniche da coprire):

(a) la banca trattiene una percentuale del finanziamento non inferiore al 50% ed è titolare di diritti non superiori a quelli dell’impresa assicuratrice (con riferimento ad interessi e restituzione del capitale);

(b) i prenditori sono dotati di elevato merito creditizio;

(c) il bilancio del prenditore è certificato.

b) finanziamenti diretti selezionati da una banca o da un intermediario finanziario ma non in possesso delle sole caratteristiche sulla qualità dei prenditori (ammissibili entro il limite massimo del 2.5% delle riserve tecniche da coprire).

Si tratta di finanziamenti in cui: (i) la banca trattiene una percentuale del finanziamento non inferiore al 50% ed è titolare di diritti non superiori a quelli dell’impresa assicuratrice (con riferimento ad interessi e restituzione del capitale) ma non ricorrono una o entrambe le condizioni cui alla lettera (b) e (c) di cui sopra.

c) finanziamenti diretti selezionati da una banca o da un intermediario finanziario ma non in possesso delle caratteristiche relative al prenditore di finanziamenti ed al rapporto con l’intermediario (ammissibili entro il limite massimo dell’ 1% delle riserve tecniche da coprire).

Si tratta di finanziamenti in cui non ricorre nessuna delle condizioni di cui alle lettera da (a) a (c) di cui sopra.

d) finanziamenti diretti non selezionati da una banca o da un intermediario finanziario (ammissibili a fronte di uno specifico provvedimento autorizzativo di IVASS).

IVASS può infatti autorizzare l’esercizio autonomo dell’attività di individuazione dei prenditori dei finanziamenti diretti a seguito della valutazione del piano dell’attività, tenuto conto (tra l’altro):

  • della esistenza di una sufficiente eccedenza degli elementi costitutivi del margine di solvibilità rispetto al margine di solvibilità richiesto;
  • delle misurazioni di assorbimento di capitale per i finanziamenti diretti oggetto di valutazione da effettuare nel quadro del futuro regime di vigilanza definito dalla Direttiva 2009/138/UE (Solvency II).