Camera di conciliazione Consob: non tornerà un altro inverno

Addio alla Camera di Conciliazione Consob e benvenuto Arbitro per le Controversie Finanziarie

Non tornerà un altro inverno per la Camera di conciliazione Consob. Dopo l’estate, la vecchia Camera di Conciliazione e Arbitrato verrà sostituita con l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (“ACF”).

Lo ha deciso la Consob con delibera del 4 maggio, introducendo un nuovo sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie finanziarie.

Qual è l’oggetto delle controversie?

La violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza da parte degli intermediari finanziari. Non rientreranno le controversie che implicano la richiesta di somme di denaro per un importo superiore a Euro 500.000, importo inferiore a quello previsto per la Camera di conciliazione Consob (Euro 5.000.000), ma superiore a quello previsto nell’ambito dell’arbitrato bancario finanziario (Euro 100.000).

Cosa c’è di nuovo?

La totale gratuità per l’investitore delle spese di avvio del procedimento. Il termine massimo di 90 giorni dal completamento del fascicolo delle parti – invece che i 60 – per la decisione della lite (prorogabile fino a 120 giorni). Sarà inoltre prevista una procedura telematica che consentirà una condivisione in tempo reale dei documenti prodotti dalle parti.

Chi compone il collegio arbitrale?

Il collegio arbitrale è composto da cinque membri, individuati tra le categorie di professionisti di formazione giuridica e/o economica. In particolare, il presidente e due membri sono nominati dalla Consob, gli altri due membri del collegio arbitrale dalla Consob su proposta, rispettivamente, del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti e delle associazioni di categoria degli intermediari maggiormente rappresentative.

Inoltre, l’Arbitro è obbligatorio per gli intermediari finanziari, opzionale per i consumatori, analogamente all’arbitrato bancario finanziario.

Sono abbastanza tutelati gli investitori?

La decisione del collegio non è vincolante per l’investitore, che potrà sempre ricorrere all’autorità giudiziaria. Se invece gli intermediari non sono d’accordo con la decisione del collegio, è prevista l’applicazione di una sanzione reputazionale.

La vecchia Camera di Conciliazione Consob aveva prodotto un numero molto basso di conciliazioni. L’ormai quasi superato meccanismo si fondava, infatti, sulla partecipazione volontaria degli intermediari finanziari. Adesso, invece, con l’adesione obbligatoria per gli intermediari e facoltativa per i risparmiatori, sulla scia del successo dell’arbitrato bancario finanziario, utilizzato quale modello della presente riforma, ci si aspetta un numero nettamente superiore di controversie decise tra le summenzionate categorie di soggetti.

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