Autarchia US

In data 8 marzo 2018, Trump ha emesso gli Executive Orders che prevedono l’imposizione di dazi (tariffs) del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio, importati negli Stati Uniti da tutti i Paesi, fatta eccezione per Canada e Messico. Sorprendentemente, nella giornata di ieri, Trump ha autorizzato la temporanea esenzione dalla misura restrittiva – fino al 1 maggio 2018 – per i partner commerciali chiave degli Stati Uniti (28 Paesi dell’Unione Europea, Argentina, Australia, Brasile e Corea del Sud), preannunciando l’intenzione di proseguire in ogni caso i negoziati con questi Paesi, in particolare, con l’Unione Europea.

L’amministrazione americana ha confermato la misura per tutti gli altri Paesi, inasprendo inoltre i rapporti con la Cina, preannunciando che verranno aggiunte a queste misure altre misure restrittive, soprattutto, nei settori dell’high tech e della comunicazione.

Anche per i Paesi “graziati” la strada non sembra del tutto spianata; proprio ieri, uno dei top trade advisor di Trump, Peter Navarro, ha dichiarato che i Paesi esentati dai dazi sull’acciaio e sull’alluminio dovranno, comunque, ripartire le esportazioni a stelle e strisce per quote.

Gli ordini di Trump entreranno in vigore oggi (23 marzo 2018).

La decisione è stata presa nel clima di protezionismo trumpiano, giustificata sull’assunto per cui la dipendenza degli Stati Uniti dalle forniture di materie prime dall’estero costituisca issue impattante la sicurezza nazionale.

La misura è stata adottata ai sensi della Section 232 dello US Trade Expansion Act 1962, a seguito dello svolgimento di apposita istruttoria, condotta dal Segretario del Commercio, che ha confermato una rilevante dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni nel settore strategico dei metalli. L’ultima volta che questa previsione ha trovato applicazione è stato nel 1995, prima che venisse fondata la WTO.

Gli Executive Orders del Presidente hanno una durata potenzialmente illimitata e rimarranno efficaci finché sostituiti o rimossi da successivi Executive Orders o dichiarati incostituzionali da un giudice, laddove adito.

I dazi colpiscono i raw and semi-finished materials provenienti dalle industrie siderurgiche (dettagliatamente elencati nei Chapter della Harmonized Tariff Schedule), poi trasformati negli US; non, invece, in via generalizzata, qualsiasi prodotto finito contenente acciaio o alluminio. Nel mercato comunitario è, dunque, lecito attendersi una crescente domanda di materie prime sottoposte a restrizione; l’Unione Europea, almeno per il momento e in attesa dell’annunciata imposizione di quote, continuerà ad essere uno dei maggiori esportatori di acciaio e alluminio verso gli Stati Uniti.

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