Addio al processo problematico!

Come ricorderete, lo scorso ottobre 2014, nel fare un bilancio sulle prassi adottate dai vari tribunali italiani in merito al deposito telematico degli atti, avevo messo in evidenza i diversi orientamenti giurisprudenziali formatisi in merito al deposito telematico della comparsa di costituzione e risposta.

Il deposito telematico era consentito solo per gli atti endoprocessuali e relativi ai giudizi di primo grado. Quindi sarebbe stato da escludere per la comparsa di costituzione e risposta o per l’atto di citazione, essendo questi i primi atti con cui una parte compare in giudizio (non atti endoprocessuali).

Secondo alcune corti, in assenza di un’apposita previsione legislativa, l’eventuale deposito telematico della comparsa avrebbe determinato la nullità dell’atto. Soluzione questa che avrebbe certamente frustrato la ratio della riforma con cui è stato introdotto il processo telematico, oltre al diritto di difesa dei convenuti.

Auspicavo dunque ad un intervento normativo, che non è tardato ad arrivare: con l’art. 19 del d.l. 27 giugno 2015, n. 83 il legislatore, infatti, ha chiarito che “… nell’ambito dei procedimenti civili, contenziosi e di volontaria giurisdizione innanzi ai Tribunale e, a decorrere dal 30 giugno 2015, innanzi alle Corti d’Appello è sempre ammesso il deposito telematico dell’atto introduttivo o del primo atto difensivo e dei documenti che si offrono in comunicazione, da parte del difensore… nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione di documenti informatici. In tal caso, il deposito si perfezione esclusivamente con tali modalità“.

La disposizione sopra riportata di cui all’art. 19 del d.l. 83/2015 recepisce sicuramente l’orientamento giurisprudenziale favorevole alla costituzione telematica fatto proprio in primis dal Foro Milanese e comunque conferma la prassi di provvedere alla costituzione telematica ormai invalsa nella maggior parte delle Corti italiane (tra le tante, Firenze, Cagliari, Bologna, Torino, Ivrea).

Con il predetto art. 19, il legislatore ha dunque definitivamente fugato ogni dubbio riguardo alla validità della costituzione telematica ed anzi l’ha prevista, a decorrere dal 30 giugno 2015, anche per i giudizi di secondo grado instaurati innanzi alle Corti d’Appello.

Dall’esame della norma si intuisce comunque che rimane ferma la possibilità di provvedere al deposito cartaceo degli atti introduttivi. Il deposito non potrà tuttavia avvenire due volte! I legali potranno costituirsi o mediante deposito cartaceo o mediante deposito telematico.

E’ prevedibile tuttavia che l’evoluzione della giustizia digitale porterà presto o tardi all’abolizione del deposito cartaceo della comparsa di costituzione e risposta (e di qualsiasi altro atto non endoprocessuale), in quanto non si vedono le ragioni per mantenere il doppio binario per tali atti in un processo in cui tutti gli altri scritti difensivi saranno depositati telematicamente.

Chi vivrà, vedrà!

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